PROFESSIONI E MESTIERI

 

GUIDA AL MONDO DELLE PROFESSIONI

tratto da: www.professioni.info

 

WWW. PROFESSIONI. INFO: Ecco un sito veramente utile a chi si è appena laureato e non sa come muoversi nel mondo della professioni .  Un contenitore di informazioni suddiviso in due grandi sezioni: SCEGLIERE UNA PROFESSIONE E TROVARE UN LAVORO

1) SCEGLIERE UNA PROFESSIONE

Questa sezione offre vari modi per scegliere una professione. Ci sono percorsi di lettura per chi non ha nessuna idea, per chi ne ha qualcuna, e per coloro che hanno già un obiettivo professionale e hanno bisogno solo di informazioni specifiche. C’è anche una sezione per persone disabili. Di ogni professione ti sarà presentato un breve profilo e in genere alcune immagini.
Oltre 400 profili professioni. La possibilità di individuare le professioni che più si adattano sulla base dei tuoi interessi, delle tue capacità e di molti altri criteri

1) TROVARE UN LAVORO

Questa sezione descrive come affrontare una ricerca di lavoro, ad esempio come scrivere un curriculum, una lettera di autocandidatura o come affrontare un colloquio di selezione. Trovi anche informazioni su come affrontare la disoccupazione e avviare un’attività e, se desideri cambiare lavoro, quali sono le professioni simili a quella che stai svolgendo

 

 

RIEN NE VA PLUS, IL CROUPIER RILANCIA
E VINCE CON PROFESSIONALITÀ E GUADAGNI

tratta da: www.lavoro.tiscali.it/articoli/approfondimenti/croupier.html

Carte da gioco, roulette e gettoni. Sono questi i ferri del mestiere del croupier, una professione che in Italia non conosce crisi e che anzi vede proliferare corsi di formazione e master vari. Un percorso professionale che vale la pena seguire, visto che le opportunità ci sono, soprattutto nel mercato del lavoro europeo e internazionale. Oltre alla conoscenza dei giochi e dei numeri, il croupier non deve essere daltonico, deve avere un aspetto ordinato. Vietatissimi i tatuaggi e i piercing e un’ottima conoscenza dell’inglese e di altre lingue straniere è d’obbligo. “Pazienza e gentilezza - spiega a LABITALIA Christine Chilton, inglese fondatrice della scuola Croupier Courses International di Palermo - non devono mai mancare. La fedina penale deve ‘brillare’ e la moralità deve essere ineccepibile”.
Il croupier deve infatti seguire un vero e proprio codice di comportamento. “Fermo restando -precisa - che nella sala da gioco non può entrare nessun familiare, al croupier è vietato uscire con i clienti. Alla base della scelta di questo mestiere, comunque, ci deve essere un forte desiderio di viaggiare e, magari, di andare all’estero. Pensiamo solo alle navi da crociera e soprattutto ai guadagni che se ne possono ricavare”.
E proprio quello dei guadagni è un altro aspetto da non sottovalutare. “Questa figura professionale -continua Chilton - è molto richiesta dal mercato. Tutti gli allievi escono dai nostri corsi, che durano in media 3-4 mesi, 5 giorni a settimana per oltre 7 ore al giorno, con in mano il diploma e un foglio di assunzione con cifre a più zeri. Anche se - puntualizza - la paga di ogni Paese è collegata al costo della vita locale. In generale, si va da un minimo di 600 euro fino a 5.000 euro netti al mese mance escluse”. In particolare, “il croupier ispettore parte da una base di 2.000 euro, il ‘pit boss’ (controlla un’area) 3.000 euro e il manager di casinò 4.000 euro e oltre”.
“Negli ultimi 3 mesi - ricorda Christine Chilton - sono stati inseriti oltre 40 ragazzi nei casinò esteri e per il 2010 è prevista una richiesta di almeno 250 ‘italian croupier’. Il mio problema principale non è offrire lavoro ai ragazzi che accolgo nella mia scuola, ma soddisfare tutte le richieste che mi giungono dai casinò con cui collaboro che, per il 90%, sono britannici”.
“L'insegnamento della tecnica che deve seguire il croupier -afferma- è strutturato secondo le necessità individuali. Parlando in inglese, ogni studente imparerà ‘Black Jack’ e ‘American Roulette’. Questa sezione del corso è tenuta da insegnanti di madre lingua inglese o italiani con esperienze internazionali, tutti con un minimo di 10 anni di lavoro in casinò internazionali. Anche l’insegnamento linguistico è tarato a secondo del livello di conoscenze già acquisite”.
Alla fine del corso, gli allievi devono sostenere una prova pratica di gioco al tavolo e una di lingua e, dopo aver superato l’esame, la Croupier Courses International li manderà a lavorare in uno dei numerosi casinò, che richiedono personale, con cui resta in costante contatto.
Quello del croupier non è un mestiere riservato esclusivamente agli uomini. “Mi sono battuta - dice a LABITALIA Anna Conforti, fondatrice del Centro Formazione Croupier, l’unico centro di formazione nazionale patrocinato dai comuni candidati a future sedi di casinò - per l’introduzione delle donne in questo settore. Dal 1992, infatti, è stata prevista anche la presenza femminile dietro al tavolo verde. Sicuramente il volto femminile ingentilisce l’atmosfera, soprattutto con il ‘Black Jack’ e il ‘Poker caraibico’. Le donne poi sono in grado di gestire con padronanza e sicurezza il tavolo da gioco”.
“Non dimentichiamo poi - sostiene Conforti - che, tra le qualità di un bravo ‘croupier’, non devono mancare la predisposizione ai rapporti interpersonali, la cordialità, la velocità e la precisione nell’esecuzione di calcoli e pagamenti. Una capacità di concentrazione e, nello stesso tempo, di ‘savoir faire’ che non mancano certo alle donne”.

 

 

GIORNALISTI DALLA CARTA AL WEB

tratto da: www.ialweb.it

Quali sono le strade per accedere alla professione giornalistica? Bisogna innanzitutto sapere che si diventa ufficialmente giornalisti iscrivendosi nel registro dell’Ordine. Che contiene diversi elenchi corrispondenti ad altrettanti “tipi” di giornalista: praticante, pubblicista, professionista. Per individuare i canali d’accesso alla professione bisogna capire chi sono queste figure.

GIORNALISTI PROFESSIONISTI
Sono coloro che esercitano la professione in modo esclusivo e continuativo. Per diventare professionisti bisogna aver svolto il periodo di praticantato (18 mesi) e superato l’Esame di Stato. Ma c’è un’altra strada che si sostituisce al praticantato. Alcune scuole di giornalismo consentono infatti di accedere direttamente all’Esame di Stato. Non tutti i corsi di studi in giornalismo forniscono questa possibilità, perciò prima di iscriversi bisogna verificare attentamente.

GIORNALISTI PUBBLICISTI
Sono coloro che svolgono la professione in maniera retribuita e non occasionale ma, a differenza dei professionisti, non in maniera esclusiva. I giornalisti pubblicisti, infatti, sono in genere free lance che esercitano nel frattempo anche altre attività o impieghi. Per diventare pubblicisti è necessario collaborare almeno due anni con una qualsiasi testata (carta stampata, tv, radio, web o qualsiasi altro mezzo di informazione) purchèregistrata presso il Tribunale, ed essere regolarmente retribuiti. Dopo i due anni si può presentare domanda di iscrizione all’apposito albo fornendo la documentazione al locale Ordine dei Giornalisti (copia di circa 40-50 articoli e servizi firmati, certificazione dei direttori delle testate).

PRATICANTI
Sono coloro che si fanno assumere –come praticanti, appunto- presso una azienda editoriale (che nel proprio organico deve avere almeno un altro professionista). Il praticante, per ricoprire tale ruolo, deve essere iscritto all’apposito registro presentando la dichiarazione del direttore responsabile che attesta l’effettivo inizio della pratica giornalistica. Dopo 18 mesi di praticantato è possibile affrontare l’Esame di Stato per diventare professionisti.

GIORNALISMO ONLINE
Il mondo del web apre nuove strade agli aspiranti. Una di esse potrebbe essere quella di bussare alle porte delle redazioni di siti e testate online che producono news o informazione specialistica. La legislazione, dopo anni di incertezze, ormai riconosce lo status di giornalista anche per chi scrive su web, a patto che la testata online sia regolarmente registrata. In questo caso, vale lo stesso iter professionale di chi scrive su carta. In ogni caso, sono sempre di più i siti che puntano sui contenuti e perciò, indipendentemente dalla registrazione, c’è comunque spazio per figure come i Web content (chiamati anche Web editor o Web writer), cioè coloro che curano la comunicazione su internet. La scrittura su internet segue però un proprio stile, adeguato al mezzo, e richiede perciò conoscenze specifiche. A questo proposito vi suggeriamo di visitare il sito mestiere di scrivere, che contiene la sezione “scrivere per il web”. Informazioni utili sul riconoscimento di giornalisti per chi opera sul web si possono invece ottenere rivolgendosi alle sedi Regionali Assostampa, i cui recapiti sono pubblicati sul sito del Sindacato dei giornalisti (fascia a sinistra). Per quanto riguarda la formazione nel campo del web writing, segnaliamo l’Ateneo Multimediale di Milano

SITOGRAFIA


Il sito degli aspiranti giornalisti
Tutte le risorse informative e gli strumenti per capire e avvicinarsi alla professione
http://www.piccoligiornalisti.it

Tutte le testate online del mondo
Questo sito raccoglie tutte le testate presenti in rete, dai quotidiani alle web-zine, dal Corriere della sera ad Al Jazeera. Oltre a essere uno strumento per informarsi, può essere utilissimo per chi vuole avere sottomano tutte le possibili redazioni a cui inviare la propria candidatura.
http://www.ipse.com/

Scuole di giornalismo
L’elenco delle scuole riconosciute dall’Ordine, le facoltà di Scienza delle Comunicazioni, gli istituti e le scuole private.
http://www.piccoligiornalisti.it/scuole.htm

Scrivere per il web
Questo sito contiene una sezione dedicata alla regole dello stile di scrittura sul web. La scrittura online, infatti, non è una mera riproduzione della scrittura su carta, ma ha il suo stile e le sue tecniche. In materia questo è un sito culto.
www.mestierediscrivere.com/

Scuola Ateneo multimediale
All’Ateneo multimediale di Milano si imparano le tecniche di scrittura e comunicazione in rete.
www.ateneomultimediale.com

Ordine nazionale dei giornalisti
Le notizie sugli esami e gli indirizzi di tutti gli uffici regionali dell’Ordine da contattare per capire come accedere alla professione.
www.odg.it

Federazione nazionale della stampa
Tante notizie utili, soprattutto sui temi sindacali e del lavoro in campo giornalistico. Sono indicati i recapiti regionali dell’Assostampa, uffici cui è possibile richiedere informazioni sull’accesso alla professione.
www.fnsi.it/

Centrolab – scuola di giornalismo
Corsi pratici di giornalismo in collaborazione con alcune delle più autorevoli firme del giornalismo nostrano. I corsi, autorizzati dalla Regione Lazio, sono aperti anche ai residenti fuori regione.
www.centrolab.com

Infocity
Contiene consigli e istruzioni per accedere alla professione, con un occhio particolare al giornalismo elettronico.
www.infocity.it/

 

Fashion Blogger

tratto da www.bollettinodellavoro.it

Siedono in prima fila alle sfilate, accanto a nomi ormai storici come Anne Wintour. Sono definite "temutissime" e seguite sul web, ad ogni post, da milioni di persone. Lavorano fuori dagli schemi, non hanno fatto scuole e non sono del settore, ma nessuno, più di loro, oggi, influenza il mondo della moda. Sono le "fashion blogger", neologismo preso a prestito dal vocabolario inglese per indicare chi scrive - e sono soprattutto donne - diari virtuali che come contenuto hanno lezioni di stile, commenti sulle tendenze moda e critiche taglienti sulle ultime collezioni.
Armate di un pc, di una fotocamera e dei loro spledidi outfits, le fashion bloggers hanno ormai invaso i front row delle passerelle di mezzo pianeta.
In principio furono The Sartorialist e il geniale JAK&JIL , che hanno cominciato proponendo sui rispettivi blog le mise e i dettagli più cool beccati nelle strade delle città.
E' così che è nata l'idea di Lookbook.nu, un social network rivoluzionario, dove gli iscritti condividono le immagini e i dettagli più cool beccati nelle strade delle città e non  solo.
E molte delle attuali icone fashion bloggers hanno cominciato proprio da lì. Dal social network al blog personale il passo è stato breve.
E, cosa ancora più importante, molte di loro hanno raggiunto una reale notorietà, procurandosi (meritatamente) l'etichetta di fashion icon.

 

GUIDA TURISTICA

tratto da: http://orientaonline.isfol.it/

La Guida turistica accompagna, per professione, persone singole o gruppi nella visita a monumenti, gallerie d’arte, musei, scavi archeologici, ville, parchi e così via, illustrandone le caratteristiche salienti.
La Guida turistica deve:

  • saper costruire un programma turistico ovvero mettere a punto l’itinerario e programmare i tempi di vista;
  • accogliere i turisti nell’orario e nel luogo d’incontro stabiliti e accompagnarli nell’itinerario concordato:
  • illustrare le caratteristiche e gli elementi d’interesse, anche dal punto di vista storico, artistico e monumentale della mèta turistica (monumento, museo o città d’arte).

Secondo la provenienza dei turisti, la Guida può parlare in italiano o in una lingua straniera: in questo caso si parla più propriamente di Guida interprete ed ovviamente il livello di conoscenza della lingua straniera dovrà essere ottimo.

Competenze
Le competenze richieste sono principalmente quelle legate alle discipline previste dall’esame, regionale o provinciale, obbligatorio per svolgere questa professione: storia, storia dell’arte antica, medievale e moderna, archeologia, architettura, urbanistica, legislazione turistica. E’ inoltre richiesta un’approfondita preparazione specifica degli itinerari turistici sui quali si intende lavorare, oltre alla conoscenza di una o più lingue straniere. La Guida dovrà possedere buone capacità comunicative e relazionali, oltre ad un certo grado di simpatia, bella presenza e capacità di catturare l’attenzione.

Formazione
Per sostenere l’esame che rilascia l’attestato di idoneità - il cosiddetto patentino - è necessario aver conseguito almeno un diploma di istruzione secondaria superiore. Il possesso di una laurea, per esempio in Lettere con indirizzo in Storia dell’arte, o in una classe delle lauree in Scienze del turismo per i beni culturali è chiaramente una carta in più per sostenere l’esame di abilitazione (vedi su http://offf.miur.it). E’comunque opportuno partecipare ad appositi corsi di formazione, spesso organizzati a livello regionale, che in alcuni casi sono obbligatori per l’accesso all’esame. Una volta superato l’esame di idoneità, ci si dovrà iscrivere nel relativo albo professionale, rinnovando annualmente la licenza. La Guida potrà quindi iniziare la sua attività limitatamente all’ambito territoriale della provincia, in cui ha sostenuto l’esame.

Carriera
Dopo alcuni anni di attività, chi vuole intraprendere un’attività più stabile, o comunque meno faticosa, generalmente aspira a diventare Direttore tecnico di agenzia o Programmatore turistico. Potranno crearsi ulteriori sbocchi professionali anche nelle attività dell’incoming turistico.

Situazione di Lavoro e Tendenze Occupazionali

La Guida svolge la sua attività - come lavoratore autonomo - per agenzie di viaggi, tour operator, musei, gallerie, associazioni culturali o istituzioni pubbliche e private. I compensi sono definiti da un tariffario regionale, ma sono poi le singole Guide che indicano i prezzi minimi e massimi delle loro prestazioni.

La figura della Guida è volta a soddisfare le motivazioni culturali del turismo, che rappresentano il fattore di attrazione più rilevante (e più al riparo dalla concorrenza) del nostro Paese. Pertanto, per questa figura, difficilmente si potranno registrare crisi di mercato. Inoltre l’aumentato interesse per il patrimonio culturale nazionale e per eventi di carattere temporaneo (che in molti casi ammettono l’accesso solo partecipando ad una visita guidata), amplia notevolmente la domanda di Guide. Parlare correntemente una lingua straniera, magari diversa dall’inglese, può significare, in molte zone archeologiche o nelle città d’arte, un lavoro stabile e ben retribuito.

 

 

IL PROGETTISTA DI FORMAZIONE

tratto da: www.jobtel.it – portale di orientamento al lavoro

È una figura professionale in grado di progettare e realizzare, valutare e valorizzare diversi interventi formativi secondo la tipologia di utenza, gestendo diversi percorsi in modo strategico in differenti organizzazioni e contesti aziendali.
Svolge la sua attività prevalentemente nel campo della formazione professionale, ma sta assumendo importanza crescente anche in altre aree educative, soprattutto nell'istruzione superiore e specialistica e nella formazione (continua e permanente e in quella di primo e secondo livello).
Spesso è un libero professionista o un consulente che fornisce il prodotto progettuale completo, “chiavi in mano”. I ritmi di lavoro dipendono dal numero di proposte che il progettista deve o riesce ad elaborare. Non è obbligato ad orari di ufficio, ma deve dare la massima disponibilità, soprattutto in coincidenza delle scadenze di bandi e avvisi pubblici per la presentazione dei progetti.

PROFILO
Il progettista di formazione è una figura professionale dotata di competenze plurisettoriali e preposto alla ricerca e alla definizione di studi di progettazione formativa, di cui accerta la fattibilità, la validità tecnica e l'economicità delle alternative, garantendo il supporto nella gestione dei progetti, controllandone la regolare esecuzione e rispondendo dei risultati conseguiti.
Il progettista elabora e predispone gli obiettivi, i contenuti, le metodologie, le procedure, gli strumenti e le forme di verifica e di monitoraggio delle attività di formazione collegate all'evoluzione dei profili professionali e del mercato del lavoro.

Formazione
Per accedere alla professione di progettista di formazione è necessario possedere una laurea, o titolo equivalente, in Scienze sociali e affiancare ad essa ulteriori percorsi di specializzazione. Il percorso formativo può essere strutturato in diversi corsi di laurea:

  • Scienze dell’educazione e della formazione;
  • Educazione degli adulti e della formazione continua;
  • Programmazione e gestione dei servizi educativi e formativi;
  • Scienze pedagogiche.

Ognuna di queste classi di laurea prevede il rilascio di un titolo specifico per l’esercizio della funzione di progettista di formazione. Anche per questo ruolo una notevole esperienza di lavoro in più ambiti professionali, risulta essenziale per ottenere i massimi riconoscimenti: la laurea è infatti soltanto il primo passo formativo.
Anche per il progettista di formazione è possibile una certificazione, rilasciata dall’Associazione italiana formatori (Aif) e da altri organismi abilitati, sulla base di specifici requisiti sia professionali che di studio.

Sbocchi professionali
Attualmente, il numero dei progettisti di formazione è in espansione ed è possibile prevederne un rapido inserimento in ambito regionale e aziendale. In ambito pubblico si può sostenere che il numero dei progettisti di formazione necessario è pari a quello dei centri di formazione regionale esistenti e cioè superiore alle 2.000 unità.
Nelle aziende private la possibilità di espansione di questa figura professionale sono strettamente legate all'andamento dei processi di riconversione produttiva e riqualificazione del personale.
Anche in questo caso, comunque, le previsioni di medio periodo, sono favorevoli. In particolare, sono favorevoli le prospettive di sviluppo di società di servizio alle imprese nel campo della progettazione e assistenza formativa, in cui si può prevedere l'aumento, in centinaia di unità, dei professionisti impegnati nella progettazione.
La retribuzione del progettista, come dipendente di agenzie o enti di formazione, va da circa 23 mila euro lordi annui fino a oltre 30 mila. Queste cifre non comprendono eventuali premi, le cui entità variano in base alla tipologia dei progetti.
Come libero professionista, il compenso dipende dalla contrattazione individuale e dalla complessità del progetto: il reddito lordo annuo di un professionista affermato, che eserciti a tempo pieno, parte da non meno di 30 mila euro fino ad arrivare a 60 mila euro lordi all’anno.

Per saperne di più
Per avere maggiori informazioni sulla figura professionale del progettista di formazione, utili fonti di informazione sono gli Assessorati regionali alla formazione professionale, i sindacati di categoria della scuola e i principali enti pubblici o privati di formazione professionale, le principali associazioni degli enti.

In particolare, è consigliabile contattare:
AIF, Associazione italiana formatori
corso Magenta 46, 20123 Milano
tel. 02 48013201  fax 02 48195756
e-mail: aifitaly@tin.it
sito web: www.aifonline.it

L'associazione promuove e rappresenta i bisogni e gli interessi di chi opera nella formazione, contribuisce alla diffusione della "conoscenza" e delle competenze e alla acquisizione della comunicazione presso tutti gli operatori e contribuisce a sviluppare una cultura della formazione presso tutti gli operatori del processo formativo, diffondendo consapevolezza, innovazione, qualità, etica, con riferimento ai comportamenti reali.