FARE IMPRESA

Aprire un negozio: finanziamenti pubblici, franchising e tanti consigli utili

notizia tratta dal sito http://www.studenti.it/lavoro/comediventare/come_aprire_negozio.php

Con il posto fisso ormai retaggio del passato e il precariato che si diffonde a macchia d'olio, aprire un negozio è un'idea che passa per la testa di molti giovani. Le pratiche burocratiche per dare il via ad un'attività, al contrario di quanto si possa pensare, sono estremamente semplici: la burocrazia è stata snellita negli ultimi anni.

La riforma del commercio ha modernizzato il settore adeguando la normativa a quella della maggior parte dei paesi europei: la procedura da seguire per poter aprire un negozio è facile. Non occorrono più le vecchie licenze. Basta, semplicemente, mandare una comunicazione al Sindaco, assicurando il rispetto di tutte le normative che regolamentano il settore. Per esercitare l'attività commerciale occorre inoltre non aver subito condanne penali o essere incappati in precedenti fallimenti. Sui siti internet dei singoli comuni sono segnalate le procedure da seguire e la modulistica necessaria, a seconda della tipologia di attività che si vuole aprire.

Chi vuole appoggiarsi a una realtà già avviata e consolidata, può pensare di aprire un negozio in franchising. In un contratto di franchising, solitamente il franchisor si assicura preventivamente che il franchisee possieda la necessaria preparazione e, se non l'ha, l'aiuta ad acquisirla. Molte insegne poi hanno previsto veri e propri corsi di formazione per preparare gli affiliati sia sulle regole del contratto di franchising, sia sulla gestione di una attività commerciale.

Il grande vantaggio del franchising è che permette di realizzare un'attività in proprio anche se non si dispone delle risorse inziali necessarie per farlo in modo tradizionale. Usando il supporto dell'azienda madre, che avrà già fatto i suoi calcoli per sondare le prospettive di guadagno nella zona, l'attività può partire senz'altro col piede giusto, approfittando del prestigio del marchio e della pubblicità della casa madre. I rischi sono tuttavia elevati: se l'azienda madre entra in crisi o fallisce, trascina con sé anche il piccolo negozietto in franchising, con le conseguenze immaginabili.

Tante info utili sull'argomento sono disponibili sul sito di Invitalia (www.invitalia.it) , l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa.
Cerca le informazioni riguardanti la legislazione sull'imprenditoria giovanile nella tua regione direttamente sui siti istituzionali delle singoleregioni. La legge che agevola l'Autoimpiego (www.autoimpiego.invitalia.it) costituisce il principale strumento di sostegno alla realizzazione e all'avvio di piccole attività imprenditoriali da parte di disoccupati o persone in cerca di prima occupazione. La legge, la cui gestione è affidata a Invitalia, prevede la concessione di agevolazioni finanziarie (contributo a fondo perduto e mutuo a tasso agevolato) e di servizi di assistenza tecnica per tre tipologie di iniziative: lavoro autonomo, micro-impresa e franchising (solo franchisor convenzionati con Invitalia).
Una scelta in prospettiva più intelligente può essere quella di aprire un "negozio on-line": permette di raggiungere nuovi pubblici e clienti che non vi conoscono o non vi conoscerebbero e che ritenete favorevoli ad un acquisto on line. I molti flop sull'e-commerce sono per lo più causati da idee poco chiare e dalla vaghezza di intenti. L'apertura di un sito di e-commerce, a differenza di un'attività tradizionale, ha costi irrisori. Tuttavia un sito e-commerce riflette la logica del commercio tradizionale. Internet non ha poteri magici, se non ci si fa conoscere e non ci si sa gestire l'avventura è destinata a fallire miseramente. Determinate perciò un piano che vi permetta di conoscere con precisione l'investimento in tempo e denaro per l'avviamento e gestione della vostra attività on line. Avrete così un'idea di quale dovrà essere il vostro fatturato per raggiungere il punto di pareggio e iniziare a guadagnare.

Oltre al capitale di base per iniziare, per aprire un negozio e non vederlo fallire in pochi mesi sono necessari oculatezza, competenza nel proprio settore, e un po' di sano coraggio. I finanziamenti pubblici, come abbiamo visto a volte persino a fondo perduto, sono un buon punto di partenza

 

 

IL PRESTITO D’ONORE E I FINANZIAMENTI PER LA CREAZIONE DI NUOVE IMPRESE

tratta da: www.unioneconsulenti.it
Il Dlgs. 21/4/2000 n. 185 mette a disposizione una serie di contributi, rivolti all'intero territorio nazionale, per agevolare la creazione di piccole imprese sia societarie che in forma individuale.

Tali contributi si rivolgono alle seguenti categorie di imprese:
1 - MICROIMPRESE
2 - FRANCHISING
3 - LAVORO AUTONOMO
 
1 - MICROIMPRESE
L’agevolazione è rivolta a persone che intendono avviare una attività imprenditoriale di piccola dimensione in forma di società di persone, nei settori della produzione di beni o di servizi.

Requisiti necessari dei soggetti beneficiari

Per poter beneficiare dell'agevolazione è necessario che la metà numerica dei soci, che detenga almeno la metà delle quote di partecipazione nella società, sia in possesso dei seguenti requisiti:
- maggiore età alla data di presentazione della domanda
- status di non occupazione al momento della presentazione della domanda
- residenza nel territorio nazionale alla data del 1 gennaio 2000 oppure da almeno sei mesi alla data di presentazione della domanda, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale vigente in materia.

Investimenti ammissibili (fino ad un massimo di euro 129.114):
gli investimenti ammissibili relativi alle microimprese sono i seguenti:
- attrezzature, impianti , macchinari e allacciamenti
- beni immateriali ad utilità pluriennale
- ristrutturazione di immobili (10% degli investimenti ammissibili)

Il Dlgs. 185/2000 ammette al contributo anche una serie di spese di gestione relative al primo anno di attività:
- materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi interni al processo produttivo;
- utenze e canoni di locazione per immobili;
- oneri finanziari;
- prestazioni di garanzie di assicurazione sui beni finanziati

Agevolazioni previste (contributo a fondo perduto 50% e finanziamento agevolato 50% )
Per le spese d’investimento il Dlgs n. 185/2000 prevede un mix di contributo a fondo perduto di circa il 50% e finanziamento agevolato per la restante parte del 50% che copre tutte le spese in c/investimento. Nel primo anno di attività della società è previsto un contributo a fondo perduto del 100% per coprire le spese in c/gestione fino a 12.000 euro.
continua sul sito: www.unioneconsulenti.it/article.php?sid=96

 

NON SOLO CROCCANTINI

tratto da: www.bollettinodellavoro.it

Sono molti i servizi innovativi che si possono offrire ai proprietari di cani, gatti &C., sempre in aumento in Italia. Ecco perché scegliere questa opportunità di business
Sono circa 40 milioni gli animali che vivono nelle case delle famiglie italiane. Al primo posto i pesci, anche perché decisamente meno impegnativi da “accudire”. Seguono gli uccelli, i gatti, i cani, più impegnativi a livello di tempo e di costi per il loro mantenimento, i roditori e per finire i rettili, che non rientrano di certo tra le abitudini consolidate delle famiglie italiane in qualità di animali da tenere tra le mura domestiche.
Il numero degli animali da compagnia risulta negli ultimi anni in netto aumento, in Italia come in tutti i paesi sviluppati, raggiungendo tassi di crescita anche molto elevati. Da questi dati si evince chiaramente che le possibilità di sviluppo del mercato relativo all’offerta di prodotti e servizi per animali domestici sono decisamente promettenti. Il giro d’affari connesso alle esigenze dei nostri amici a quattro zampe (o a due pinne!) è dunque ragguardevole. Secondo dati statistici, derivanti dal “Rapporto Italia 2009” di Eurispes, gli italiani spenderebbero ogni anno per l’alimentazione, la salute e la bellezza dei propri animali da compagnia complessivamente ben 2,4 miliardi di euro.

Prodotti e servizi da offrire
I prodotti e i servizi che si possono offrire all’interno di un negozio di alimenti e servizi per animali domestici sono tantissimi; ne elenchiamo alcuni, ma tenendo presente che con intraprendenza e fantasia se ne possono aggiungere altri individuati anche in base alle esigenze evidenziate dai potenziali clienti.
vendita di cani e gatti di razza e non;
vendita di altri piccoli animali (uccelli, pesci, ecc.);
vendita di accessori, cibo e prodotti per animali;
lavaggio - servizio tradizionalmente offerto nei negozi per animali e che di solito si propone insieme alla toelettatura, per fornire ai propri clienti un servizio completo di lavaggio, pulizia e tosatura del pelo dei propri animali;
toelettatura - servizio che comprende, oltre ad una tosatura a forbice, anche la disinfezione e l’asciugatura dell’animale;
• pensione per animali - si può effettuare anche direttamente all’interno del negozio. Condizione necessaria, però, è avere a disposizione appositi locali, dove poter ospitare gli animali;
pensione presso famiglie o in centri convenzionati - in questo caso, i cani e i gatti non vengono ospitati direttamente in negozio, ma presso famiglie disposte ad accoglierli per brevi periodi dell’anno o in strutture apposite convenzionate con il negozio;
cat e dog sitting - servizio molto utile a chi è poco presente in casa o ha poco tempo per portare a passeggio il proprio cane. Alcuni negozi offrono anche un servizio di “stancacani”. Infatti molti proprietari di cani devono spesso fare i conti con animali nervosi a causa di una loro lunga permanenza in casa. L’attività di stancacani consiste nel portare gli animali a fare lunghe passeggiate, corse e giochi faticosi, come ad esempio il riporto di palle o legni;

continua ...

 

 

L'IDEA IMPRENDITORIALE

tratto da: www.informagiovani-italia.com/Idea_imprenditoriale.htm

Trovare l'idea è sicuramente la prima difficoltà che il potenziale imprenditore incontra sul suo cammino. Naturalmente non esiste un percorso definito che porti ad una nuova idea, ma sicuramente si può preparare un terreno favorevole alla sua individuazione, adottando uno spirito d'osservazione e di critica costruttiva e sviluppando la propria curiosità. Come?

Osservando, ad esempio:

  • la realtà economica locale, nazionale ed internazionale leggendo quotidiani economici e pubblicazioni specialistiche, in modo da ottenere informazioni sull'andamento dei diversi settori di attività e sulle loro possibilità di espansione o contrazione;
  • la vita quotidiana, cioè lo stile di vita degli altri; l'opportunità di avviare un'attività potrebbe nascere proprio dall'assenza o scarsità di concorrenza in un determinato settore. Anche le attività coltivate al di fuori del contesto lavorativo (come gli hobby e gli interessi) sono indicative di capacità e competenze che spesso sottovalutiamo e che, invece, potrebbero essere uno spunto per la creazione di una nuova attività.
  •  l'ambiente di lavoro, sia che ci si trovi in una grande azienda o in una piccola impresa, consente di individuare il campo specifico di attività, la concorrenza, i clienti con le loro esigenze e l'evoluzione del settore;
  • le idee degli altri.

Anche se nessuna delle strade proposte vi è di aiuto per individuare un'idea, non è questa una buona ragione per rinunciare! Può darsi che abbiate, comunque, i requisiti indispensabili: l'entusiasmo, le capacità gestionali e la voglia di riuscire. In questo caso potreste pensare di trovare un socio che abbia un'idea da sviluppare insieme oppure esaminare una forma di franchising in un settore di attività che interessa e che sia compatibile con le competenze acquisite.

L'IDEA NON DEVE ESSERE A TUTTI I COSTI GENIALE O ORIGINALE:
È PIù IMPORTANTE CHE SIA CHIARA E REALIZZABILE

La verifica dell'idea
In ogni caso, sia che abbiate voi stessi un'idea, sia che vi appoggiate a quella di qualcun altro, è necessario testarla, cioè verificarla nel concreto.
Si può iniziare ponendosi questa domanda:
"La mia idea può dar vita ad un progetto realistico?"
Per rispondere a questa domanda è necessario rimanere "con i piedi per terra" e:

  • definire l'idea dettagliando il più possibile qual è il prodotto o servizio che si vuole offrire, qual è il mercato a cui ci si rivolge, in che cosa ci si differenzia rispetto ai prodotti o servizi già esistenti;
  • ricercare altre informazioni consultando libri, studi monografici, ricerche che hanno per oggetto il settore in cui si desidera operare;
  • raccogliere pareri di esperti e non esperti; è molto importante sottoporre l'idea a qualcuno che non sia coinvolto come voi, ma che potrebbe essere un potenziale cliente, avere delle competenze tecniche specifiche, avere un'esperienza imprenditoriale oppure conoscere la concorrenza;
  • far emergere gli ostacoli, in merito vi sarà di grande aiuto il confronto con l'esterno; le persone con cui parlerete vi aiuteranno a far emergere o evidenziare eventuali ostacoli che dovrete superare e le incoerenze tra l'idea e le competenze, l'idea e il mercato di riferimento, l'idea e le risorse da investire.

Il progetto d'impresa
Appurato che la vostra idea possiede basi realistiche, ossia che gli ostacoli non sono insormontabili e che esistono possibilità reali di sviluppo, occorre procedere per predisporre il vostro progetto d'impresa. L'iter che di seguito vi suggeriamo vi consente di lavorare su alcuni elementi chiave su cui si regge un'impresa, in modo da arrivare a definire un progetto il più possibile aderente alla realtà.

  • L'imprenditore e il suo progetto
    Una buona idea non è sufficiente a determinare il successo di un'impresa; occorrono anche un insieme di competenze che il futuro imprenditore dovrà acquisire: saper produrre, saper vendere e saper gestire.
  • Il prodotto/servizio e il suo mercato
    Si tratta di definire le caratteristiche del prodotto/servizio e di capire in che contesto volete inserirvi, realizzando un'indagine di mercato. Conoscere la domanda e l'offerta è infatti, indispensabile per prevedere il livello delle vendite e il prezzo di vendita e, di conseguenza, per ipotizzare la capacità produttiva dell'azienda e la politica commerciale da adottare per farla crescere.
  • Le risorse tecniche, umane e finanziarie
    Dovrete decidere se cominciare l'attività contando solo sulle vostre forze oppure affidando a terzi una parte delle operazioni. Qualunque sia la strada che intendete percorrere, occorrerà determinare le risorse finanziarie di cui avrete bisogno e valutare se esistono agevolazioni di cui potreste usufruire.

Se al termine di questo percorso il progetto dovesse presentare ancora troppi "forse", potreste scegliere fra le seguenti alternative:

  • rinviare la realizzazione del progetto ad un momento successivo;
  • modificare alcuni aspetti senza stravolgere completamente l'idea di base, per non trovarvi poi a lavorare in un contesto che non vi piace;
  • abbandonare definitivamente l'idea.


Se invece il progetto poggia su basi concrete si può procedere con la verifica della fattibilità e della redditività.